Conferenza stampa «No all’inaccettabile legge sulla caccia» – Missratenes Jagdgesetz – Nein!
Inaccettabile Legge per l'abbattimento – No! – 17 maggio 2020
17. Agosto 2020

Conferenza stampa, 17. Agosto 2020

«No all’inaccettabile legge sulla caccia»

Il Comitato del NO a un’inaccettabile legge sulla caccia sarebbe stato favorevole a una regolamentazione sensata del lupo. La revisione si è invece trasformata in un attacco incomprensibile a numerose specie animali protette. E questo in tempi di grande preoccupazione per la natura e la biodiversità! L’abolizione di competenze federali per l’abbattimento di animali protetti e nuove formulazioni poco chiare nella legge ledono la sicurezza del diritto e permettono decisioni arbitrarie. La nuova legge rende anche un cattivo servizio alla protezione dei boschi di montagna e all’agricoltura.

Nessuno del Comitato del NO, inclusi cacciatori, guardie forestali, ambientalisti e numerosi parlamentari di tutti gli schieramenti politici (Verdi, Verdi liberali, PEV, PS, rappresentanti del PLR), si oppongono a un approccio ragionevole per la regolazione del lupo nella nuova legge. Tuttavia, il Parlamento ha perso il senso della misura, come ha affermato Niklaus Gugger, Consigliere nazionale PEV (ZH) alla conferenza stampa del Comitato del NO a Berna: “Invece di regolare pragmaticamente la gestione del lupo, la nuova legge indebolisce la protezione delle specie in Svizzera. È un attacco a mammiferi e uccelli protetti.” Con questa inaccettabile legge sulla caccia, anche la lince, il castoro, l’airone cinerino, il lupo e la lontra sono minacciati d’abbattimento. E alle specie minacciate come il fagiano di monte, la pernice bianca, la beccaccia, la lepre alpina e la lepre comune continua a mancare la giusta protezione.

Scardinamento della protezione delle specie e confusione giuridica
Abbattimenti per regolare le popolazioni saranno possibili anche in zone di protezione della fauna selvatica, dimostrando chiaramente che la riveduta legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici si sia allontanata dall’equilibrio fra caccia e protezione. “Di fatto la legge lascia la possibilità d’abbattimenti senza limiti”, deduce il giurista e Consigliere agli Stati PS Daniel Jositsch (ZH). Secondo Jositsch, l’abolizione del necessario assenso della Confederazione all’uccisione di specie protette porta a una confusione sul livello di protezione delle specie. Diventerebbe impossibile una protezione sostenibile di specie rare al di là dei confini cantonali e delle frontiere. Poiché gli animali selvatici non si attengono alle frontiere cantonali, la protezione delle specie in pericolo non potrà più essere garantita nello stesso modo.

Rafforzare la protezione delle greggi invece di aumentare gli abbattimenti
La protezione delle greggi sugli alpeggi svizzeri è ancora agli inizi. Sfortunatamente gli allevatori devono ancora sborsare una quota elevata dei costi di protezione delle greggi. Inoltre, in alcune zone si aggiungono inesperienza e negligenza nei rapporti con il lupo. Alla protezione delle greggi manca la forte lobby delle grandi associazioni agricole. Il Consigliere nazionale PLR Kurt Fluri (SO) sottolinea che “invece di impegnarsi per gli interessi degli alpigiani e rafforzare veramente la protezione delle greggi a tutti i livelli, le maggiori associazioni agricole tentano di vendere come soluzione una legge sulla caccia mal riuscita.” A lui disturba che il solo sospetto che degli animali possano causare dei danni, senza nemmeno che debbano essere particolarmente rilevanti, potranno bastare in futuro per permettere degli abbattimenti.

Si continua con la caccia al fagiano di monte, alla pernice bianca e alla lepre
La legge viene presentata con slogan ingannevoli come “Più protezione per gli spazi vitali e gli animali” oppure “Più sicurezza per gli animali” e con pretese non confermate dai fatti. Secondo Claire Richard, Gran Consigliera e presidente dei verdi liberali (VD), ciò non riguarda solo la caccia permessa (da trofeo) al fagiano di monte oppure alla pernice bianca. Con la revisione della legge si è anche persa l’occasione di regolare adeguatamente la caccia alle specie minacciate e renderla consona ai tempi odierni rafforzando generalmente la protezione delle specie.

Un no nell’interesse dei boschi montani e di protezione
Oggi le guardie forestali devono fare un grosso lavoro e adottare misure di protezione dai costi milionari per salvare le giovani piante dalla voracità di animali selvatici. Questa situazione si ritrova soprattutto nelle zone di montagna. Sono spesso necessarie reti e recinzioni chilometriche, ma non dovrebbe essere così. Christophe Clivaz, Consigliere nazionale dei Verdi (VS), sottolinea il ruolo positivo dei predatori nostrani, lince e lupo, nel regolare in modo naturale gli ungulati selvatici. Così la lince e il lupo favoriscono il mantenimento di boschi montani forti, ricchi di specie e capaci di rigenerarsi. Molte guardie forestali della Società forestale svizzera e specialisti nella cura dei boschi di montagna si impegnano per un NO. “È irresponsabile elaborare una legge che indebolisce la protezione della biodiversità”, sottolinea Clivaz.

Controversa anche fra i cacciatori
Un esempio fra molti: l’allungamento del periodo di protezione della beccaccia – che il Consiglio federale vanta come un miglioramento – riguarda esattamente quei 30 giorni in cui è cacciato solo il 4% di tutte le beccacce abbattute. Per proteggere dai cacciatori svizzeri almeno gli uccelli nidificanti in Svizzera, il periodo di protezione avrebbe dovuto essere molto più ampio. Greta Gysin, Consigliera nazionale dei Verdi (TI) rileva: “La nuova legge sulla caccia è combattuta anche da molte cacciatrici e cacciatori che difendono il mantenimento dell’importante equilibrio naturale.” Con l’abbattimento di animali protetti e la caccia a specie minacciate, l’inaccettabile legge porta discredito anche ai cacciatori sensati. “La legge sulla caccia come è ora non è un compromesso, ma è un passo indietro.”

Un No a favore di un diritto della caccia al passo coi tempi in tutto il Paese
Un No il 27 settembre – sottolinea il Comitato – è nell’interesse di tutto il Paese. Apre le porte per una legge sulla caccia moderna e orientata alla protezione. Quale rappresentante di un Cantone di montagna, Christophe Clivaz rileva espressamente: “Non si tratta della popolazione delle città contro quella di campagna, né contro i cacciatori, si tratta della resistenza a una legge che danneggia tutto il Paese e che rappresenta un passo indietro nella protezione delle specie”.

Contatti
Christophe Clivaz, Consigliere nazionale, Verdi, VS | M 079 374 51 78 | christophe.clivaz@parl.ch
Kurt Fluri, Consigliere nazionale, PLR,, SO | M 079 415 58 88 | kurt.fluri@solothurn.ch
Nik Gugger, Consigliere nazionale, PEP, ZH | M 079 385 35 35 | nik.gugger@parl.ch
Greta Gysin, Consigliera nazionale, Verdi,, TI | M 079 409 33 10 | greta.gysin@parl.ch
Daniel Jositsch, Consigliere agli Stati PS, ZH | M 079 503 06 17 | daniel.jositsch@parl.ch
Claire Richard, Granconsigliera, Verdi liberali, VD | M 079 485 80 72 | claire.richard@gc.vd.ch

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